Ultimo aggiornamento: 22.10.2017

Alla scoperta di: Campolattaro Dettagli sul comune »

Come arrivare:

Da Nord via Roma
: Autostrada A1 uscita Caianello e proseguimento per Benevento; prima di raggiungere Benevento, prendere direzione Campobasso (SS 88), uscita Campolattaro.
Da Nord via Pescara: Autostrada A14 con uscita a Termoli e proseguimento con indicazione per Boiano–Benevento, poi prendere direzione Campobasso (SS 88), uscita Campolattaro.
Da Napoli - Caserta: Autostrada A1 con uscita a Caserta Sud–Maddaloni poi Montesarchio, Benevento; oltrepassare Benevento, prendere direzione Campobasso (SS 88), uscita Campolattaro.
Da Bari: Autostrada A16 con uscita a Benevento, percorrere tutto il raccordo Autostradale, oltrepassare Benevento, prendere direzione Campobasso (SS 88), uscita Campolattaro.
Da Salerno - Avellino: Autostrada A16 uscire al casello di Benevento, percorrere tutto il raccordo Autostradale, oltrepassare Benevento, prendere direzione Campobasso (SS 88), uscita Campolattaro.

Campolattaro tra…natura e storia
Percorrendo da Benevento la superstrada che conduce a Campobasso, si incontra il bivio per il paese di Campolattaro. L’abitato è in posizione elevata sulla riva destra del fiume Tammaro.
Reperti archeologi attesterebbero la presenza dei primi insediamenti abitativi sin dall’età romana, anche se notizie certe e documentate fanno risalire l’esistenza del paese intorno all’anno 1100 in epoca normanna.
Nel 1138, diffusasi la falsa notizia della morte del Re Ruggiero II il Normanno, la popolazione si ribellò all’ordine costituito ed il Re per punizione ordinò che il paese venisse incendiato.
Nel 1350 entrò a far parte del contado di Benevento. Fu feudo sotto gli Aragonesi della famiglia De Capoa, poi della famiglia del marchese Michele Blanc che ne rimase in possesso fino all’abolizione del feudalesimo. Nel 1809 entrò a far parte della provincia del Molise e nel 1861 venne aggregato alla provincia di Benevento.
L’abitato, sviluppatosi in epoca medioevale, attrae il visitatore per la sua particolare struttura urbana divisa in tre parti: quartiere in alto; piazza intorno al castello; borgo antico. Il quartiere alto, posto all’apice del colle, è caratterizzato da una serie di ripide viuzze che culminano in una piazza disposta alla base del castello. Più in basso si sviluppa il borgo antico di epoca ottocentesca, in prossimità della chiesa parrocchiale.
Merita una visita il castello di origine normanna, costruito nella seconda metà del XII sec., che appartenne alla famiglia Di Capua dal 1473 al 1677, passando poi in proprietà della famiglia Blanc fino al 1812, alla famiglia De Agostini nel 1813 ed oggi di proprietà della famiglia De Agostini Ciannella.
Il Castello, di proprietà privata, può essere visitato previa prenotazione. La struttura si presenta con originarie fortificazioni, con le mura perimetrali, con la torre a pianta quadrata, con la torre di avvistamento ed una torre cilindrica di difesa.
L’interno si articola in circa sei appartamenti, per un totale di circa quaranta stanze. Entrati nel castello, dopo aver attraversato un arco in pietra, si accede ad una corte interna sulla quale si apre la cinquecentesca cappella intitola a San Martino. Durante la visita è possibile accedere al Trapeto, ossia al frantoio, risalente al XVII sec. con frantoio oleario, macina e torchio in pietra. Accedendo poi alla torre di avvistamento si può godere di una suggestiva visione panoramica sulle colline circostanti.
Una visita merita, poi, nel centro del borgo antico, la chiesa del SS. Salvatore, con una facciata in stile barocco, con tre portali lapidei ed un finestrone centrale. Risalente al XVIII secolo, vi è annessa un’alta torre campanaria su quattro livelli. L’interno si presenta a tre navate e con statue di santi.
Andare a Campolattaro è anche l’occasione per immergersi nella natura, alla scoperta di una fauna e di una flora tipica che costituisce una delle Oasi del WWF. Sorta sul lago artificiale creato in seguito alla realizzazione dell’invaso e delle opere ad esso connesse, si estende su una superficie di circa 1000 ettari. Intorno al lago si estendono boschi misti costituiti prevalentemente da salici, pioppi, ontani, frassini. Nei prati, tra distese di ginestre spiccano viole, narcisi e diverse specie di orchidee.
I mammiferi presenti nell’Oasi sono molti ed alcuni anche rari. Da segnalare la volpe, il tasso, la lepre, il ghiro, la donnola, la puzzola, la faina. Molto importanti e numerose sono le specie di uccelli. Alle specie tipiche della zona quali la civetta, la gazza, la poiana, la tortora, il picchio, il cuculo, il martin pescatore, si sono aggiunti gli aironi, le anatre, i gabbiani i gruccioni, i cormorani, il falco di palude, la cicogna e la moretta tabaccata.
L’Oasi è dotata di un Percorso Natura con stagno didattico, un’aula didattica all’aperto e di un’area attrezzata per la sosta ed è visitabile tutti i giorni. Per ulteriori informazioni: www.facebook.com/lagodicampolattaro - www.wwf.it/oasi/campania/lago_di_campolattaro.
Recarsi a Campolattaro è l’occasione anche per gustare, nei tipici ristoranti, le tipiche pietanze della zona: pasta fatta in casa condita con sughi a base di carne, legumi, verdure, carne alla brace, formaggi, salumi, salsicce, il tutto accompagnato dagli ottimi vini D.O.C che l’intera provincia sannita produce.

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