Ultimo aggiornamento: 15.08.2020

Alla scoperta di: Montefalcone di Val Fortore Dettagli sul comune

Come arrivare:

Da Nord via Roma: Autostrada A1 uscita Caianello e proseguimento per Benevento, quindi immettersi sulla SS. 90 bis dopo circa 20 km. bivio strada provinciale per Montefalcone di Valfortore.
Da Nord via Pescara: Autostrada A14 con uscita a Termoli e proseguimento con indicazione per Boiano – Benevento, quindi immettersi sulla SS. 90 bis dopo circa 20 km. bivio strada provinciale per Montefalcone di Valfortore.
Da Napoli - Caserta: Autostrada A1 con uscita a Caserta Sud–Maddaloni poi Montesarchio, Benevento, quindi immettersi sulla SS. 90 bis dopo circa 20 km. bivio strada provinciale per Montefalcone di Valfortore.
Da Bari: Autostrada A16 con uscita a Benevento percorrere tutto il raccordo Autostradale, uscita “Benevento sud” quindi immettersi sulla SS. 90 bis dopo circa 20 km. bivio strada provinciale per Montefalcone di Valfortore.
Da Salerno - Avellino: Autostrada A16 uscire al casello di Benevento, percorrere tutto il raccordo Autostradale, uscita “Benevento sud” quindi immettersi sulla SS. 90 bis dopo circa 20 km. bivio strada provinciale per Montefalcone di Valfortore.

Il mondo rurale e Montefalcone di Valfortore
Montefalcone di Valfortore, caratteristico Comune arroccato attorno ad un castello feudale del quale restano solo pochi ruderi, domina la valle del fiume Fortore.
Incerta è l'origine del nome, che potrebbe essere legata ad un casale dei nobili Falcone, di epoca Normanna.
Il territorio, ricco di acqua grazie ad una decina di sorgenti incontaminate, ha reso queste terre particolarmente fertili e quindi ha permesso lo sviluppo, nei secoli, di un’economia agricolo-pastorale particolarmente forte.
Infatti, il paese vive ancora oggi di questa economia che, in una realtà in cui tutto tende alla globalizzazione, è vera ricchezza che nasce dalla volontà di non ignorare le proprie radici, non perdendo di vista il legame con la natura e con il territorio.
E’ per questo fortissimo legame con il proprio territorio che a Montefalcone di Valfortore è stato realizzato il Museo della Civiltà Contadina, una rara raccolta di veri e propri cimeli del passato, di immenso valore storico e culturale.
Il museo ha una superficie espositiva di 500 mq., articolata in 20 sezioni, con circa 3000 pezzi esposti, che offrono un quadro completo sui diversi aspetti del mondo contadino.
E’ la più completa raccolta esistente dell'attrezzatura agricola e artigiana dell'Italia meridionale, che offre al visitatore l'opportunità di scoprire i modi, gli usi e le tradizioni agricole che conservano, ancora oggi, intatto tutto il fascino di quel rapporto "uomo-lavoro-natura", faticoso e antico come la storia dell'umanità.
Il visitatore ha un quadro completo sui diversi aspetti del mondo contadino: dai cicli produttivi, alla vita all’interno dei singoli nuclei familiari, ai costumi, al folklore, tutto finalizzato alla conservazione e valorizzazione dell'immenso patrimonio legato alla cultura, all'arte e alla storia del mondo rurale.
Mondo rurale che vive del legame tra natura-uomo-clima e che lega indissolubilmente l’uomo al territorio. Il clima, altra componente importantissima nella cultura contadina, in Montefalcone di Valfortore è quello delle zone premontane, un alternarsi di inverni freddi e nevosi a estati calde e assolate. Questa diversità e alternanza di stagioni ha innescato negli uomini la nascita di riti propiziatori; un esempio è quello che cade nel mese di gennaio, il 17, con la festa di Sant'Antonio Abate. La festa si celebra tra enormi falò; infatti S. Antonio Abate era ed è ancora oggi considerato il patrono del fuoco. Secondo alcuni, tali riti testimoniano un forte legame con le culture precristiane, soprattutto quelle celtica e druidica.
Una festa di antiche origini che aveva ed ha il significato, grazie all'elemento fuoco, di sconfiggere il male e le negatività sempre in agguato; una festa di buon auspicio, all'insegna dell'allegria che è viva ancora ai nostri giorni.
Merita sicuramente una visita anche il Museo Civico, istituito per la volontà dell'Amministrazione Comunale in seguito alla donazione della collezione paleontologica privata del dr. Luigi Capasso, illustre concittadino. Parte di tale collezione, consistente in più di 4.000 reperti, è esposta nei locali comunali siti in Via Figliola.
L'area espositiva è attrezzata con espositori speciali, riportanti le varie ere geologiche in successione ed in scala cronologica in milioni di anni. Una sala è attrezzata con pannelli gigantografici riportanti le "evoluzioni della vita" sulla terra.
Montefalcone di Valfortore ha anche notevoli bellezze architettoniche tra cui: il Santuario del Carmine del XVII secolo; i ruderi del Castello Marchesale costruito intorno al 1400; il Campanile della chiesa di San Filippo, del 1750; il Campanile della chiesa di Santa Maria, del 1495.
La gastronomia locale è caratterizzata dai prodotti tipici del mondo rurale, offrendo al visitatore l’opportunità di gustare pasta fatta in casa, salsiccia, soppressata, formaggi, ricotta ed altre prelibatezze.

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