Ultimo aggiornamento: 18.09.2019

Alla scoperta di: Pago Veiano Dettagli sul comune »

Come arrivare:

Da Nord via Roma: Autostrada A1 uscita Caianello e proseguimento per Benevento, prendere SS. 212 attraversare Pietrelcina e proseguire per Pago Veiano.
Da Nord via Pescara: Autostrada A14 con uscita a Termoli e proseguimento con indicazione per Boiano – Benevento, prendere SS. 212 attraversare Pietrelcina e proseguire per Pago Veiano.
Da Napoli - Caserta: Autostrada A1 con uscita a Caserta Sud–Maddaloni poi Montesarchio, Benevento, prendere SS. 212 attraversare Pietrelcina e proseguire per Pago Veiano.
Da Bari: Autostrada A16 con uscita a Benevento, percorrere tutto il raccordo Autostradale, prendere SS. 212 attraversare Pietrelcina e proseguire per Pago Veiano.
Da Salerno - Avellino: Autostrada A16 uscire al casello di Benevento, percorrere tutto il raccordo Autostradale, prendere SS. 212 attraversare Pietrelcina e proseguire per Pago Veiano.

Pago Veiano e… la Sagra del vitello marchigiano
A pochi chilometri da Pietrelcina, conosciuta in tutto il mondo per aver dato i natali a San Pio, si incontra l’abitato di Pago Veiano, il cui territorio è delimitato dal fiume Tammaro. Immerso nel verde della natura, è ricco di flora e fauna caratteristiche dell’Appenino meridionale.
Tracce di insediamento umano risalgono al periodo sannita, anche se numerosi reperti di età romana hanno destato l’interesse degli studiosi avvalorando la tesi dell’esistenza di un pagus - villaggio di origine romana da cui deriva l’etimologia del nome.
Theodor Mommsen, archeologo di fama mondiale, localizzava l’antico insediamento urbano di Pagus Vetanus nella contrada di Terra Loggia.
L’espressione Pagus Vetanus compare nell’epigrafe di Caio Safronio Secondo rinvenuta nel 1845, facendo aggiungere Veiano al nome del paese che fino al 1862 si chiamava semplicemente Pago, dal termine pagus.
Diversi ritrovamenti archeologici, sepolcreti, epigrafi, monete, ceramiche, stele funerarie ed aree votive sono dedicate a Cerere, Minerva, Giove, Nettuno. Sono stati ritrovati inoltre resti di ville, tombe di età imperiale nonché resti di antiche mura di fabbricati, pavimenti a mosaico.
In contrada Terra Loggia si possono vedere i resti del Castello risalente all’anno 1100, posseduto dal normanno Roberto di Sicilia, passato poi in possesso dei Caracciolo, Pignatelli, del Tufo.
Posta su di un’altura, in contrada Torre Loggia vi è la chiesa di San Michele che, secondo alcuni studiosi, fu eretta nel periodo longobardo, databile intorno al sec. VIII, anche se notizie certe e documentate si hanno a partire dall’anno 1677.
Gli studiosi la ritengono di notevole importanza per la presenza di numerosi reperti di età romana che sono stati inseriti nella costruzione. E’ presente anche una iscrizione di età longobarda. Di suggestiva bellezza è un quadro in maiolica, conservato all’interno della chiesa.
L’attuale abitato di Pago Veiano, da fonti documentate, risalirebbe all’anno Mille. Patrono del paese fu scelto San Donato, vescovo di Arezzo, che si festeggia solennemente il 7 agosto, giorno del martirio del Santo che nel 304 fu martirizzato durante la persecuzione di Diocleziano.
La chiesa, al Santo dedicata, fu consacrata nel 1765. Alcuni quadri in maiolica e dipinti affissi nella chiesa risalgono al settecento. L’interno ad unica navata conserva la veneratissima statua di San Donato, con un reliquiario contenente una costola del Santo.
Da ammirare è il cippo posto dinanzi alla chiesa, risalente al II-III sec. d.C., con la raffigurazione di un busto femminile e di un tipico cavaliere della Tracia.
Paese ad economia prevalentemente agricola produce frumento, orzo, olio, avena. Diffusi sono poi gli allevamenti di bovini da latte e da carne, di ovicaprini e di suini.
Importante è l’allevamento della razza bovina marchigiana che qui si produce e che da molti anni dà origine ad una sagra, volta alla valorizzazione della produzione tipica del vitello bianco di razza marchigiana, che si tiene ogni anno nel mese di luglio.
E’ l’occasione questa per andare a Pago Veiano per gustare, nei caratteristici locali a conduzione familiare, i prodotti tipici del territorio: pasta fatta in casa condita con ragù, arrosti, salumi, formaggi, il tutto accompagnato dagli ottimi vini, per concludere il pasto con specialità di biscotti e taralli prodotti artigianalmente da forni del posto.

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