Ultimo aggiornamento: 22.04.2018

Alla scoperta di: Paolisi Dettagli sul comune

Come arrivare:

Da Nord via Roma: Autostrada A1 uscita Caianello e proseguimento per Benevento, poi strada Statale 7 Appia direzione Caserta, dopo Montesarchio-bivio Paolisi.
Da Nord via Pescara: Autostrada A14 con uscita a Termoli e proseguimento per Boiano – Benevento, poi strada Statale 7 Appia direzione Caserta, dopo Montesarchio-bivio Paolisi
Da Napoli - Caserta: Autostrada A1 con uscita a Caserta Sud – Maddaloni, poi strada Statale 7 Appia direzione Benevento, dopo Arpaia-bivio Paolisi.
Da Bari: Autostrada A16 con uscita Benevento percorrere tutto il raccordo autostradale, poi strada Statale 7 Appia direzione Caserta, dopo Montesarchio-bivio Paolisi.
Da Salerno - Avellino: Autostrada A16 con uscita a Benevento, poi strada Statale 7 Appia direzione Caserta, dopo Montesarchio-bivio Paolisi
 

Paolisi ei palazzi gentilizi
Alle falde del monte Paraturo, sulla sponda sinistra del fiume Isclero si estende l’abitato di Paolisi.
Reperti storici attesterebbero i primi insediamenti già nel periodo romano, anche se notizie certe testimonierebbero la presenza del nucleo urbano nel periodo longobardo, quando signore del territorio era un certo Radeprando.
Appare nei primi documenti intorno al 972 con la dizione di “loco Paulisi”. Nato come casale della vicina Arpaia, ne seguirà le sorti storico-amministrative. Feudo degli Stendardo, passa successivamente in possedimento della famiglia Della Leonessa, dei Carafa di Maddaloni, per poi divenire feudo dei Caracciolo, della famiglia de Capua, per essere incamerato dalla Corte Regia che ne curerà l’amministrazione fino alla abolizione dei diritti feudali.
Con l’Unità d’Italia fu aggregato alla provincia di Benevento il cui circondario, durante gli anni del brigantaggio, fu luogo delle scorribande brigantesche, guidate del sanguinario bandito Cipriano la Gala e da Andrea De Masi, che negli anfratti naturali del monte Partenio avevano il loro rifugio.
Paese a forte vocazione agricola, è circondato da un suggestivo paesaggio naturale sovrastato dalla montagna, coperta da un folto manto di alberi ad alto fusto.
Lo scopo di una visita a Paolisi è rivolto alla scoperta dei suggestivi palazzi gentilizi, risalenti al Sei-Settecento, tutti collocati lungo l'asse principale del paese, come il Palazzo Tirone-Fucci con il suo monumentale portale d’ingresso in pietra scolpita, il Palazzo Mauro il cui impianto originale risale al XVII sec., il palazzo Bifani caratterizzato dall’antico portale arcuato in blocchi.
Una visita merita la chiesa di San Tommaso, caratterizzata dalla semplice facciata a capanna dipinta in un rosso antico. Si presenta ad unica navata, con l’originario altare marmoreo con le statue lignee di San Tommaso, Santa Lucia e del Sacro Cuore di Gesù.
Che dire poi della chiesa di Sant’Andrea, la più antica del paese, che secondo alcune fonti sarebbe databile all’età medioevale: ad unica navata conserva l’originario altare marmoreo.
L’occasione per trascorre una gita “fuori porta” è data anche dal desiderio di gustare nei tipici locali, le pietanze tipiche della cucina contadina del luogo: pasta fatta in casa condita con sughi di carne e carne alla brace con verdure, salumi e formaggi; il tutto innaffiato dai vini D.O.C del territorio. 

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Alla Scoperta

Paolisi ei palazzi gentilizi


Alle falde del monte Paraturo, sulla sponda sinistra del fiume Isclero si estende l’abitato di Paolisi. Reperti storici attesterebbero i primi

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