Ultimo aggiornamento: 23.01.2018

Cultura

Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino
Custodisce importanti reperti provenienti dai centri (prima sannitici, poi romani) di Caudium (Montesarchio), Saticula (Sant'Agata dei Goti) e Telesia (San Salvatore Telesino), documentati soprattutto dai ricchi corredi funerari che ne attestano la frequentazione dalla Prima Età del Ferro (fine X-inizi IX sec. a.C.) all'epoca della romanizzazione.
Spiccano le ceramiche di produzione corinzia e greco-orientale, i vasi di bucchero di importazione dall'Etruria o da Capua, i vasi attici a figure nere e rosse, i crateri italioti a figure rosse di produzione apula e campana tipici dell'epoca sannitica.
Inoltre, si è voluto dare voce ai più piccoli, creando percorsi museali in grado di rispondere ai loro bisogni e alle loro esigenze; ogni percorso, infatti è stato realizzato partendo proprio dalle curiosità, perplessità e difficoltà che, di volta in volta, sono state riscontrate durante le visite didattiche effettuate nel Museo.
L'obiettivo è quello di guidare gli allievi della scuola primaria e secondaria di primo grado in un percorso fresco e piacevole all’interno del piccolo, ma interessantissimo museo, attraverso 9 pannelli sagomati, raffiguranti un bambino sannita, abitante dell’antica Caudium, che racconta la storia dell’uomo, dalla preistoria sino all’età romana, facendo riferimento al territorio caudino.
Si è ritenuto opportuno, per spiegare le funzioni di alcuni misteriosi oggetti, cedere la parola agli stessi, che si sono raccontati in modo divertente.
Per semplificare la comprensione del testo scritto, racchiuso in un fumetto, il codice espressivo utilizzato è legato alla produzione orale ed il linguaggio è spesso informale. I contenuti, però, non risultano mai scarni.
Infine, per permettere ai piccoli visitatori di compiere un viaggio nel tempo, è stata realizzata una pannellatura rappresentante la “linea del tempo” (dalla Preistoria fino al III secolo a. C.), così da consentire un vero e proprio “passaggio fisico” attraverso la Storia.
Tra tutti i reperti spicca il cratere con del ceramografo Assteas raffigurante il “Ratto di Europa del V secolo a.C. Esso fu rinvenuto nel 1970 nella necropoli dell’antica Saticula e fu venduto da un tombarolo sul mercato antiquario per un milione di lire e un maialino; dopo numerosi passaggi sul mercato antiquario e la sua permanenza dal 1978 in una collezione privata svizzera, era stato acquistato nel 1981 dal Getty Museum di Malibu negli U.S.A. per 380.000 dollari.
Le indagini dei carabinieri del Nucleo Difesa del Patrimonio Artistico hanno fatto in modo che nel 2007 il cratere è stato restituito all’Italia. Il vaso è stato esposto in vari luoghi del mondo ed è stato scelto come simbolo dell’Unione Europea. Il 23 luglio è partito alla volta di Milano, dove è stato esposto alla Mostra “Natura e Mito dalla Grecia a Pompei”, collegata all’EXPO 2015.
Può essere ammirato nuovamente nella Torre del Castello di Montesarchio dal 23 marzo 2016.
Accessibile ai disabili.
  • Telefono: 0824.834570
  • Sito: www.rossoimmaginario.it
  • Orario ingresso: Dalle ore 9.00 alle ore 18.30. Chiuso il lunedě
  • Indirizzo: Castello medioevale
  • Biglietto: Ingresso gratuito
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