Ultimo aggiornamento: 22.10.2017

Storia


Benevento Le testimonianze culturali più antiche esistenti nel territorio di Benevento e della sua provincia risalgono all’età del paleolitico. I ritrovamenti archeologici di palafitte, nel territorio di Castelvenere, e numerosi reperti ritrovati altrove testimoniano la presenza dell’uomo preistorico in questa provincia. Riguardo alla nascita della città di Benevento, la leggenda ne attribuisce la fondazione al mitico Diomede, approdato, dopo la distruzione di Troia, sulle coste pugliesi. Di sicuro si sa che fu abitata da popolazioni sannitiche, di ceppo sia irpino che caudino, per l’esistenza di reperti culturali e di emergenze storiche come l’area archeologica di contrada Cellarulo, che testimonia l’esistenza di una popolazione stanziale, insediata alla confluenza dei fiumi Sabato e Calore, dedita alla lavorazione ed al commercio della lana e di prodotti realizzati con argilla. Florido centro della civiltà sannita, entrò per la prima volta nella storia allorché i Sanniti, abili e audaci guerrieri, sconfissero, nella battaglia delle Forche Caudine (321 a.c.), il potente esercito romano, grazie ad un’abile mossa strategica del generale Ponzio Telesino.
Periodo romano I Sanniti, dopo le “Forche Caudine”, furono a loro volta sconfitti e sottoposti al dominio di Roma con la terza guerra sannitica (298-290 a.C.). Il nome della città, che anticamente era Maleventum, fu modificato dai Romani, con una forzatura etimologica, in Beneventum, a ricordo della vittoria da essi riportata, presso le sue mura, su Pirro nel 275 a.C. Entrata così definitivamente nell’orbita di Roma, la città ne subì non solo la dominazione politica e militare, ma anche e soprattutto quella culturale. Passaggio obbligato per raggiungere, da Roma, percorrendo la Via Appia, le Puglie, Brindisi in particolare e, quindi, l’Oriente, divenne ben presto un importante e strategico centro politico ed economico. I Romani, nel corso dei secoli, ebbero cura di abbellirla ed arricchirla di importanti edifici, tuttora visibili all’interno delle mura della città, a testimonianza del glorioso passato. I monumenti più significativi di questo periodo sono: Arco Traiano, Teatro Romano, Arco detto del Sacramento, Ponte Leproso, Ponte Valentino e, inoltre, preziose testimonianze del tempio di Iside.
Periodo longobardo La caduta dell’Impero Romano segnò un periodo di decadenza anche per Benevento, che assurse a nuova gloria sotto la dominazione Longobarda. Benevento, all’inizio di questa dominazione (571), con Zottone I, fu un Ducato; poi, in seguito alla caduta del Regno di Pavia (774), fu elevata a Principato da Arechi II. Questi, amante delle arti e della cultura, realizzò numerose opere architettoniche, come l’ampliamento della cinta muraria, con la creazione della Civitas nova (attuale Triggio); la chiesa di S. Sofia, insolita nella sua struttura, per metà circolare e per metà stellare; l’attiguo monastero benedettino con il bellissimo chiostro. Altra notevole testimonianza dell’epoca longobarda è la chiesa di S.Ilario, a breve distanza dall’Arco di Traiano. La corte di Arechi divenne uno splendido centro di cultura, illuminato dall’ingegno di Paolo Diacono. La “scrittura beneventana“ cominciò ad acquistare la sua originale caratterizzazione, qualificando gli “ scriptoria “ della Longobardia minore che produssero splendidi Codici liturgici, agiografici e classici, oggi conservati nelle più importanti biblioteche del mondo. Anche l’economia ebbe un forte impulso grazie alla zecca, introdotta per battere moneta (soldo aureo). A tale periodo risale la leggenda delle Streghe. I soldati longobardi usavano riunirsi intorno ad un albero consacrato al dio Wothan, in una località vicino a Benevento con piante di noci e, intrecciando vorticosi caroselli, tentavano in una corsa frenetica di strappare dai rami, con morsi, le pelli di pecora che vi erano state appese. Il volteggiare dei cavalieri nella fantasia popolare, si trasformò nella ridda delle streghe. Con la conversione dei Longobardi al cattolicesimo per opera del Vescovo Barbato, si decretò l’abbattimento del noce, per suggellare la vittoriosa lotta del Santo Vescovo contro le streghe e le potenze infernali.
Periodo pontificio La morte di Landolfo VI (1077), ultimo principe Longobardo, segnò il passaggio di Benevento al dominio pontificio, che si protrarrà per molti secoli e durerà fino al 1860. In questo lungo periodo Benevento subì alterne vicende, divenendo possedimento di Federico II e poi di Manfredi che, nel 1266, combattendo contro Carlo D’Angiò,trovò la morte e temporanea sepoltura “in cò del ponte” (Dante, Purgatorio, Canto III). Feudo della Chiesa, venne governata prima da un rettore, poi da un governatore, infine, dopo il Congresso di Vienna, da un Delegato Apostolico. Fu occupata nel 1806 dalle truppe francesi di Napoleone che la concesse in feudo, col titolo di Principato, a Carlo Maurizio Talleyrand, suo Ministro degli Esteri, che la curò da lontano mediante un Governatore. Benevento fu, nell’età pontificia, sede cardinalizia e, tra i più insigni porporati, annoverò il Cardinale Vincenzo Maria Orsini, divenuto poi Papa Benedetto XIII, che tanto amò la città, realizzando numerose opere pubbliche. Monumenti risalenti al periodo della dominazione pontificia sono: Rocca dei Rettori, Duomo, Palazzo Paolo V, Basilica di S. Bartolomeo, Tempio della Madonna delle Grazie.
Periodo risorgimentale Con l’Unità d’Italia, Benevento fu liberata dal dominio pontificio per opera del partito garibaldino, con un’azione incruenta. Con decreto 25 ottobre 1860 di Giorgio Pallavicini fu dichiarata Provincia d’Italia. Importanti furono i movimenti insurrezionali che si ebbero in quasi tutti i paesi della nuova provincia contro le truppe governative, all’indomani dell’instaurazione del governo nazionale. Detti movimenti furono repressi con una dura azione militare che culminò nella feroce strage delle popolazioni di Pontelandolfo e Casalduni (brigantaggio) ad opera di bersaglieri comandati dal generale Negri. Tra le opere più significative del regime nazionale, meritano citazione il monumentale Palazzo del Governo, la imponente caserma Guidoni, la bellissima Villa Comunale, il cuore verde di Benevento, realizzata su progetto di Alfredo Denhart, già direttore dell’Orto Botanico di Napoli e di recente risistemata e restaurata.

In primo piano

Autunno Chitarristico - BENEVENTO


Conferenze, masterclass e concerti incentrati sulla chitarra si svolgeranno nelle sale del Complesso...

Alla Scoperta

S. Nicola Manfredi – S. Angelo a Cupolo – S. Martino Sannita – S. Nazzaro - S. Giorgio del Sannio – Calvi: una passeggiata tra le colline dell’hinterland beneventano


Il comune di S. Nicola Manfredi, costituito da sette frazioni, è circondato da estese aree boschive, ricchi pascoli, campagne coltivate a cerea

Tappe Precedenti

Mappa territorio

Visualizza la mappa dei Comuni sul territorio della provincia di Benevento.