Ultimo aggiornamento: 18.12.2018

Alla scoperta di: Campoli del Monte Taburno Dettagli sul comune »

Come arrivare:

Da Nord via Roma: Autostrada A1 uscita Caianello e proseguimento per Benevento poi strada Statale 7 Appia (direzione Montesarchio-Caserta) quindi bivio per Apollosa e proseguire per Campoli del Monte Taburmo
Da Nord via Pescara: Autostrada A14 con uscita a Termoli e proseguimento per Boiano–Benevento poi strada Statale 7 Appia (direzione Montesarchio-Caserta) quindi bivio per Apollosa e proseguire per Campoli del Monte Taburno
Da Napoli - Caserta: Autostrada A1 con uscita a Caserta Sud–Maddaloni poi strada Statale 7 Appia (direzione Montesarchio-Benevento) giunti a Montesarchio prendere la strada per Campoli del Monte Taburno
Da Bari: Autostrada A16 con uscita Benevento percorrere tutto il raccordo Autostradale poi strada Statale 7 Appia (direzione Montesarchio-Caserta) quindi bivio per Apollosa e proseguire per Campoli del Monte Taburno
Da Salerno - Avellino: Autostrada A16 con uscita a Benevento poi strada Statale 7 Appia (direzione Montesarchio-Caserta) quindi bivio per Apollosa e proseguire per Campoli del Monte Taburno

Campoli del Monte Taburno e …. la Festa della Ciliegia
A pochi chilometri da Benevento, percorrendo la provinciale che collega la Valle Vitulanese, ai margini orientali del Parco del Taburno, si sviluppa il centro abitato di Campoli del Monte Taburno.
Il paese è ubicato nel comprensorio del Taburno, uno dei principali monti del Sannio beneventano meta di escursionisti amanti della natura e della quiete, rinomato per le sue caratteristiche ambientali e per essere stato luogo in passato di eremi e di luoghi di fede, con le varie grotte che forano le pendici.
Decantato già in epoca romana, celebrato per la bellezza dei luoghi da Virgilio nel famoso viaggio per Brindisi insieme ad Orazio, Mecenate, Varo, Fonteio, il Monte Taburno si eleva al centro del Sannio come un ideale spartiacque tra le valli che tripartiscono il Sannio beneventano: la Valle Caudina, la Valle Telesina, la Valle del Tammaro, fornendo un contrafforte all’altro gigante montuoso dell’Irpinia che si erge di fronte: il Partenio.
Lussureggiante e varia la vegetazione, ricca di alberi ad alto fusto: abeti, castagni, così come ciliegi, noci, ulivi; nel sottobosco prevalgono ginestre, camomilla, quadrifoglio.
Notevole anche la fauna, tra cui si notano tra i volatili: pernici, starne, tordi, quaglie, beccacce; tra i selvatici: lepri e qualche cinghiale.
Meritevoli di una gita e di una visita i bellissimi pianori tra cui citiamo quelli di Camposauro, di origine vulcanica, dove è possibile vedere branchi di cavalli allo stato brado.
In questo territorio è ubicato Campoli del Monte Taburno, le cui origini risalgono al periodo romano testimoniato da ritrovamenti archeologici. Lo stesso termine Campoli deriva dal latino “Campulus”: campo, terra coltivata ed appare per la prima volta in documenti databili al XII sec..
La nobile famiglia dei Della Leonessa lo ricevette in dono dagli Angioni nel XIV sec. Distrutto dal terremoto del 1456, fu ricostruito qualche anno dopo quando feudatario del paese era la famiglia Carafa. Passò nel possesso dei Caracciolo, dei de Capua e poi della Corte Regia, fino all’eversione della feudalità nel 1806.
E’ interessante fare una visita al centro storico, dalle tipiche strette stradine di ispirazione medioevale, con abitazioni caratterizzate da portali lapidei, spesso decorati, risalenti al periodo Sette-Ottocento.
Merita una visita la chiesa di San Nicola, risalente al Settecento e più volte ricostruita nel corso dei secoli. Allo sguardo del visitatore si presenta con un portale in pietra scolpita. Annessa alla chiesa vi è una torre campanaria, su quatto livelli, con orologio civico. Caratteristica è la Piazzetta detta “Ariella”.
Un’occasione per visitare Campoli Monte Taburno ed il territorio del Taburno è data dalla Festa della Ciliegia che si svolge nel Centro Storico nel mese di giugno.
Sarà possibile assaggiare ed acquistare, direttamente dalle mani dei produttori, non solo le ciliegie, ma anche diversi derivati come marmellate, crostate e ciliegie sotto spirito. Non mancheranno stand gastronomici con degustazione e vendita di prodotti tipici locali e spettacoli musicali. Ci saranno inoltre visite guidate nei ciliegeti, degustazioni guidate, laboratori didattici, concorsi, convegni.
Inoltre, nei ristoranti a gestione familiare, si potrà gustare la tipica cucina sannita fatta da pasta fatta in casa, agnelli alla brace, insalate di stagione, il tutto condito dagli ottimi oli locali ed accompagnato dai prelibati vini D.O.C. del territorio.

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