Ultimo aggiornamento: 19.01.2018

Alla scoperta di: Casalduni Dettagli sul comune »

Come arrivare:

Da Nord via Roma: Autostrada A1 uscita Caianello e proseguimento per Benevento uscita Ponte - Casalduni.
Da Nord via Pescara: Autostrada A14 con uscita a Termoli e proseguimento per Boiano – Benevento quindi direzione Caianello uscita Ponte-Casalduni.
Da Napoli - Caserta: Autostrada A1 con uscita a Caserta Sud – Maddaloni poi Fondo valle Isclero. Quindi sulla Benevento - Caianello Direzione Benevento uscita Ponte- Casalduni.
Da Bari: Autostrada A16 con uscita a Benevento e proseguimento per Caianello uscita Ponte- Casalduni.
Da Salerno - Avellino: Autostrada A16 con uscita a Benevento e proseguimento per Caianello uscita Ponte-Casalduni.

Casalduni e… l’Unità d’Italia
Il paese ubicato alle estreme pendici del Monte Taburno appare per la prima volta nei documenti del 1160 come Caselatorre, casali Casartuni e poi nel 1335 come Casaldonis.
Le sue origini risalgono al Medioevo, anche se reperti archeologici attesterebbero la presenza di un insediamento urbano sin dall’epoca romana.
Fu feudo dalla famiglia Fenucchio, di Guglielmo de Rampano, per poi essere ceduto in dono dagli Angioni alla famiglia De Sus. Appartenne poi ai Carafa, ai Caracciolo e dal 1538 ai Sarriano. Completamente distrutto dal terremoto del 1688 fu ricostruito interamente dagli abitanti.
Il paese è noto per i sanguinosi scontri che il 14 agosto 1861 videro protagonisti i soldati garibaldini da un lato, qui accorsi per sgominare alcune pericolose bande di briganti, e l’inerme popolazione dall’altra.
Una di queste bande, formatesi con elementi di Casalduni, Campolattaro, Morcone e con soldati sbandati del disciolto esercito borbonico, il 7 Agosto 1861, si diresse a Pontelandolfo dove, devastato il corpo di guardia e bruciato il tricolore, issò la bandiera borbonica, proclamando l’instaurazione del governo provvisorio borbonico. La trionfale protesta popolare si estese a macchia d’olio ai paesi circostanti, destando la preoccupazione del vicino governatore di Campobasso, che inviò immediatamente un gruppo soldati ad arginare le bande che operavano nel territorio.
I soldati, dirigendosi verso Casalduni, stanchi per la forzata marcia, furono accerchiati dal sergente borbonico Angelo Pica e dai suoi uomini, e furono condotti a Casalduni, dove furono fucilati.
Immediata fu la reazione del Generale Enrico Cialdini alla notizia, giunta a Napoli, dell’uccisione del tenente Bracci e dei suoi uomini. Si decise così che “il doloroso ed infame fatto di Pontelandolfo e Casalduni” dovesse essere castigato, in modo che “di quei due paesi non rimanga più pietra su pietra”.
Il 14 Agosto 1861, cinquecento bersaglieri si diressero verso Pontelandolfo, mentre un’altra colonna di quattrocento uomini si diresse verso Casalduni per compiere un’azione repressivo-punitiva.
Fu tale la brutalità dell’azione militare che l’on. Giuseppe Ferrari, deputato milanese, ne fece oggetto di apposita discussione nella seduta parlamentare del 2 dicembre 1861.
A Pontelandolfo e Casalduni i morti furono sicuramente più di mille, anche se le cifre reali non furono mai rese note dal governo.
Questo triste episodio è ancora vivo tra la popolazione che lo ricorda con manifestazioni culturali di vario genere, per non dimenticare ciò che soffrirono nell’agosto del 1861 i propri concittadini.
La più importante è Castrum Casaldonis Eventum, che ha luogo in estate.
Da visitare è il castello, recentemente restaurato, con la sua caratteristica gradinata di accesso che conduce al portone d’ingresso. Da qui, si accede ai piani superiori, dove si aprono le singole stanze caratterizzate da finestre rettangolari con ornie in pietra scolpita. Di suggestiva bellezza è l’alta torre cilindrica fiancheggiata da bastioni su cui corre il vecchio camminamento per la ronda.
Da vedere inoltre la chiesa dell’Assunta con il settecentesco crocifisso in legno scolpito, la chiesa di San Rocco e la chiesa di santa Maria della Consolazione.
Il paese ha una economia prevalentemente agricola ed è conosciuto per la produzione degli ottimi vini ed olio.
Una visita a Casalduni è un tuffo nella storia, in un ambiente dove le tradizioni rivivono immutate nel tempo e dove la cultura dell’ospitalità della popolazione locale, fa sentire a “casa” ogni visitare il quale può degustare i tipici piatti locali a base di formaggi, salumi, pasta fatta in casa, il tutto innaffiato da prelibati vini.

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