Ultimo aggiornamento: 20.07.2018

Itinerari

Arte storia e religione - La via dei Santi
foto Basilica di S. Bartolomeo
Nel centro storico della città di Benevento è ubicata la Basilica di S. Bartolomeo. L’edificio, costruito tra il 1726 ed il 1729 su progetto di Filippo Raguzzini, fu eretto in seguito alla distruzione dell’antica Basilica, causata da eventi sismici verificatisi agli inizi del XVIII secolo. L’interno è ad una sola navata coperta da volta a botte decorata a stucco. Di particolare interesse sono nell’abside il coro ligneo e il trono papale del XVIII secolo con dipinti posti nelle cappelle laterali attribuiti al Solimene. La Basilica è dedicata all’Apostolo Bartolomeo, patrono della città di Benevento. Le reliquie del Santo sono conservate sotto l’altare maggiore, in un’urna di porfido. Otto secoli dopo aver subito il martirio in Armenia, il corpo del Santo Apostolo Bartolomeo fu trasportato prima a Lipari e da qui, nell’838, fu trasferito a Benevento dal principe longobardo Sicardo e deposto nella Cattedrale. Le reliquie di S. Bartolomeo poi furono traslate nel 1729 nell’odierna Basilica, fatta edificare da Vincenzo Maria Orsini, Arcivescovo di Benevento, divenuto poi Papa col nome di Benedetto XIII.
La cittadina di Sant’Agata de’ Goti, conosciuta per il suo patrimonio storico-artistico, divenne sede vescovile nel 960 ed in essa, nel corso dei secoli, si sono succeduti importanti prelati quali Felice Peretti, divenuto papa nel 1585 con il nome di Sisto V e Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, conosciuto ai più quale compositore delle nenie natalizie “Tu scendi dalle Stelle” e “Quann’ nascette ninno”. Sant’Alfonso, nacque nel 1696 da genitori appartenenti alla nobiltà napoletana, studiò dapprima filosofia e diritto e, dopo alcuni anni di avvocatura, decise di consacrarsi al Signore. Il suo ministero pastorale si svolse tra gli abitanti dei quartieri più poveri di Napoli. Si impegnò nella predicazione e scrisse libri riguardanti la morale. Istituì poi la congregazione del Santissimo Redentore al fine di evangelizzare i più semplici. Eletto Vescovo di Sant’Agata de’ Goti, si impegnò molto nell’apostolato. Lasciò la carica alcuni decenni più tardi per il sopraggiungere di gravi malattie. Ritiratosi a Nocera dei Pagani, morì il 1° agosto del 1787.
Pietrelcina, “l’Assisi del meridione”, è conosciuta in tutto il mondo per aver dato i natali, il 25 maggio 1887, a Francesco Forgione, il Santo stigmatizzato noto come Padre Pio da Pietrelcina. Nato in una modesta famiglia di agricoltori, visse la sua infanzia nei vicoli del Rione Castello nel suggestivo borgo antico del paese. Nella piccola chiesa di S. Anna, oggi meta di pellegrinaggio, fu battezzato il giorno dopo la nascita. Manifestò ben presto la volontà di farsi frate entrando in noviziato presso i padri Cappuccini nel Convento di Morcone, suggestivo paese a pochi chilometri da Benevento. Il convento dei frati Cappuccini, costruito nel 1603, è stato da sempre centro di noviziato. Nel gennaio 1904 vestì il saio dei cappuccini assumendo il nome di fra’ Pio da Pietrelcina. Completati gli studi in diversi conventi, il 10 agosto 1910, nella cappella dei canonici del duomo di Benevento, fu consacrato sacerdote.
In località Piana Romana di Pietrelcina, la famiglia Forgione possedeva un appezzamento di terreno con annessa masseria, tuttora esistente, ristrutturata ed arredata con le povere masserizie dell’epoca. La visita alla casa di piana Romana è l’occasione per far rivivere al turista/pellegrino l’ambiente e l’atmosfera dei luoghi in cui visse il Santo di Pietrelcina. E’ qui che avvenne per la prima volta il 7 settembre 1910, sotto l’olmo, oggi meta di visitatori, il segno della passione di Cristo sul corpo di Padre Pio. Fu tale il disagio che il giovane frate dové subire, da chiedere al Signore di rendere “invisibili” le stimmate, ma non i dolori e le sofferenze. Il 20 settembre 1918 mentre era in preghiera dinanzi al crocifisso nel convento di S. Giovanni Rotondo, ebbe un nuovo segno divino con le stimmate che rimasero fresche e sanguinanti per tutta la sua esistenza terrena, scomparendo misteriosamente dal suo corpo il giorno della morte, avvenuta il 23 settembre 1968. Il 16 giugno 2002 Papa Giovanni Paolo II lo proclamò Santo.

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