Ultimo aggiornamento: 21.10.2018

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Arte storia e religione - I Sanniti, i Romani e le "Forche Caudine"
foto Monumento ai Sanniti

Nel linguaggio comune, quando si vuole evidenziare che si è avuta una vittoria eclatante con estrema umiliazione dei vinti, si usa l'espressione “è passato sotto le forche caudine”. Frase che risale alla mitica sconfitta dell’esercito romano ad opera dei soldati Sanniti e che caratterizzò la seconda guerra Sannitica.
Tito Livio nel libro X degli Annali, nel descrivere l’evento storico, pose in risalto come i Sanniti ebbero una vittoria non solo splendida ma anche eterna, forse prefigurando come tale episodio storico sarebbe rimasto inalterato nei secoli e nella memoria degli uomini. La famosa tempra dei soldati romani era stata umiliata, la forza delle “legioni romane” era stata schernita dal passaggio sotto il “giogo” eretto a disprezzo degli sconfitti. I Sanniti avevano conquistato non Roma, ma l’eroismo e la fierezza dell’esercito dei romani.
Narra Livio, che nel 321 a.C. le forze romane, erano accampate presso “Calatia” nella pianura vicino Maddaloni, mentre i Sanniti, al comando di Caio Ponzio, si trovavano nei pressi di “Caudio” vicino all’attuale Montesarchio. Fu diffusa la falsa notizia che i soldati sanniti erano lontani, occupati ad assediare la città di Lucera.
I consoli romani, per portare aiuto ai buoni e fedeli alleati lucerini, scelsero di raggiungere Lucera passando attraverso le gole di Caudio; tale strada attraversava una pianura ampia, erbosa e ricca d’acqua ma con due valichi, uno superiore e l’altro inferiore. L’esercito romano, giunto al valico superiore, lo trovò sbarrato con alberi e macigni e, avvistati i soldati sanniti, capì di essere caduto in un’imboscata. Repentinamente indietreggiò cercando di guadagnare la libertà dall’altro valico, ma trovò anche questo sbarrato con macigni ed alberi messi nel frattempo dai soldati sanniti.
Chiusi in una morsa, i nemici sanniti si facevano giuoco di loro, apostrofandoli con ironiche e sprezzanti frasi di scherno.
Disarmati e spogliati delle vesti, i soldati romani subirono l’onta e la vergogna di passare sotto il “giogo”, passare cioè attraverso delle travi incrociate, tra gli scherni dei sanniti vincitori.

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