La città è situata all’ingresso del parco regionale del Matese e nell’alta valle del fiume Titerno.
Cerreto Sannita è stata completamente ricostruita dopo il catastrofico terremoto del 1688. Si caratterizza per l’originario impianto urbanistico ed è nota per la tradizionale produzione di ceramiche d’arte che furono prodotte li fin dal XIII secolo.
Le prime notizie storiche documentate sull’origine del paese risalgono all’epoca normanna nel XII secolo, quando era di proprietà della famiglia Sanframondo. Il territorio fu infine passeduto dai Carafa, i quali ricostruirono l’intera città dopo il terremoto che distrusse l’intero paese. I Carafa rimasero in possesso del terreno fino allo sconvolgimento ed abolizione del sistema feudale. Confluito dapprima nella provincia di Terra del Lavoro, con l’Unità d’Italia entrò a far parte della provincia di Benevento.
L’economia locale per anni si basó sulla commercio e produzioni dei panni di lana, ma l’attività cominció a diminuire dopo l’unità d’Italia a causa della forte concorrenza delle regioni settentrionali.
La città giovó di molto denaro dai numerosi abitanti che emigrarono negli Stati Uniti. Il denaro fu usato soprattutto per ristrutturare ed ampliare le abitazioni, abbellire chiese e fondare tre banche (Banca Circondariale del Sannio,Banca Popolare Cooperativa,Banca popolare di Cerreto Sannita). Quest’ultime entrarono in bancarotta durante la recessione successiva alla prima guerra mondiale.
Dopo la seconda guerra mondiale, i ponti che collegavano la città agli altri comuni dovettero essere interamente ricostruiti essendo stati distrutti dai soldati tedeschi. Inoltre, l’amministrazione dovette far fronte al costante aumento dei prezzi dei generi alimentari e alla disoccupazione dilagante.
Ad oggi, il comune è composto da una popolazione di circa 3700 abitanti e l’economia locale consiste per lo più in: produzione di olio extravergine di oliva e botteghe di ceramica.

