Il comune è composto da circa 4000 abitanti, è locato in prossimità della strada statale Telesina e la sua economia si basa sulla produzione e sul commercio di latticini, prodotti ortofrutticoli, cereali e olive.
San Salvatore Telesino prende il nome dall’omonimo monastero dei benedettini, il quale fu fondato dai Longobardi e recentemente restaurato. Il monastero ospitò più volte Ruggero il Normanno e Sant’Anselmo, arcivescovo di Canterbury.
Sulla strada per Telese Terme, si può ammirare l’antica muraglia di Telesia, che durante la guerra punica fu occupata prima da Annibale e poi da Quinto Fabio Massimo.
In seguito alle invasioni Saracene dell’847 d.C. ed il terremoto del 1349, Telesia fu abbandonata dai suoi abitanti. Alcuni degli abitanti in fuga, furono accolti nel monastero benedettino e fu donato loro un pezzo di terra su cui edificare un nuovo centro abitato. Da quel momento, il borgo prese il nome di “Casale di San Salvatore”.
Dopo la decadenza dei benedettini, il territorio divenne proprietà di Giovanni Monsorio. Successivamente, passò in mano alla famiglia Carafa, che lo tennero fino all’abbandono del sistema feudale nel 1806. Dopo l’unità d’Italia, il borgo venne integrato alla provincia di Benevento.
Il borgo fu severamente colpito dalla peste del 1656 e dal terremoto del 1688.
Nella zona vi si trova anche il Parco Turistico di Grassano, che si estende su una superficie di oltre 120.000 mq. Questo parco, è interamente attraversato dal Rio Grassano, nel quale vengono svolte numerose attività acquatiche.

