Ultimo aggiornamento: 17.11.2017

Alla scoperta di: Bucciano Dettagli sul comune »

Come arrivare:

Da Nord via Roma:
Autostrada A1 uscita Caianello e proseguimento per Benevento, poi strada Statale 7 Appia direzione Caserta, dopo l’abitato di Montesarchio uscire ad Airola e proseguire per Bucciano.
Da Nord via Pescara: Autostrada A14 con uscita a Termoli e proseguimento per Boiano–Benevento, poi strada Statale 7 Appia direzione Caserta; dopo l’abitato di Montesarchio uscire ad Airola e proseguire per Bucciano.
Da Napoli - Caserta: Autostrada A1 con uscita a Caserta Sud–Maddaloni, poi strada Statale 7 Appia direzione Benevento; dopo l’abitato di Arpaia uscire ad Airola e proseguire per Bucciano.
Da Bari: Autostrada A16 con uscita Benevento, percorrere tutto il raccordo Autostradale, poi strada Statale 7 Appia direzione Caserta; dopo l’abitato di Montesarchio uscire ad Airola e proseguire per Bucciano.
Da Salerno - Avellino: Autostrada A16 con uscita a Benevento, poi strada Statale 7 Appia direzione Caserta; dopo l’abitato di Montesarchio uscire ad Airola e proseguire per Bucciano.

Bucciano e…il culto Mariano
Percorrendo la nazionale in direzione Napoli, oltrepassato l’abitato di Montesarchio, si incontra il bivio per il comune di Bucciano. Il paese, adagiato sulla sponda destra del torrente Isclero, è ubicato alle pendici del monte Taburno; inserito nel Parco Regionale del Taburno, basa la sua economia prevalentemente sull’agricoltura.
Ritrovamenti archeologici attesterebbero la presenza di un primo insediamento abitativo sin dall’età preromanica. I primi documenti che parlano di “Bucianus” risalgono al 1326. Antico casale della vicina Aiola, ne seguì le sorti fino alla fine del feudalesimo, divenendo comune autonomo successivamente all’Unità d’Italia, entrando a far parte della provincia di Benevento.
Durante il periodo feudale appartenne alla nobile famiglia Della Leonessa, poi passò ai Carafa e successivamente il re Carlo V lo cedette al marchese Alfonso D’Avalos D’Aquino. Nel 1575 fu di proprietà della famiglia Caracciolo, poi, nel 1732 fu possesso della famiglia de Capua venendo successivamente incamerato dalla Corte Regia.
Sono tuttora visibili i ruderi monumentali dell’acquedotto carolino di epoca settecentesca, progettato da Luigi Vanvitelli per captare le acque della sorgente del Fizzo e convogliarle per alimentare le cascate della Reggia di Caserta.
L’edificio di culto più importante del paese è la chiesa di San Giovanni Battista costruita tra il XVIII-XIX sec. E dotata di una facciata con portale in pietra, architravato con lunetta, al cui interno è inserito un pannello maiolicato. L’interno si presenta ad una sola navata nella sua struttura semplice ed accogliente. Annessa alla chiesa vi è la torre campanaria.
Uscendo dal paese, distante due chilometri, vi è il Santuario della Madonna del Taburno risalente al XVI sec., suggestivo edificio posto in posizione panoramica ai piedi del Monte Taburno. Si offre al visitatore con il suo imponente campanile, in un luogo di magica sacralità che invita al silenzio ed al raccoglimento. All’interno della chiesa, oltre all’altare maggiore, si trova una statuetta lignea della Madonna.
Una antica leggenda narra che il 7 Febbraio 1401 la Madonna sia apparsa ad una pastorella sordomuta, miracolandola. La leggenda prosegue narrando che la pastorella trovò, in una grotta vicino al luogo dove era intenta a pascolare il suo gregge, una sacra effigie della Santa Vergine.
A devozione di ciò, il popolo innalzò una chiesa che divenne meta di pellegrinaggio per storpi, ciechi, muti e sordi che vi si recavano per implorare una guarigione miracolosa.
Il Duca Carlo Caracciolo, feudatario di Airola, fece costruire l’attuale Santuario ed un Convento affidato ai Frati Domenicani che ivi rimasero fino al 1743. Successivamente fu affidato al clero secolare.
Di interesse è anche la grotta rupestre di San Simeone, che misura circa 13 metri di lunghezza, 6 metri circa di larghezza ed è alta 15 metri, con la volta è arricchita da stalattiti; vi si accede percorrendo un sentiero. Numerosi epigrafi riportate sulla parete evidenziano che la stessa fu frequentata, già in epoca longobarda, per culto religioso. La grotta è ricca di affreschi; in essa si onorava il Santo Vescovo Simeone al quale le popolazioni del luogo rivolgevano le loro preghiere per ottenere tempo sereno.
Una gita a Bucciano è l’occasione per vivere una giornata immersi in un ambiente naturale e spirituale nel contempo, rivivendo con la fantasia le antiche credenze e rituali mistici di un popolo contadino dedito all’agricoltura ed alla fede.
Visitare Bucciano è anche l’occasione per gustare i piatti tipici del Sannio beneventano: pasta fatta in casa, carni alla brace, salumi e formaggi, insalate e verdure della zona condite con l’ottimo olio ed il tutto annaffiato dai vini d.o.c. del luogo.

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