Il comune di Pontrandolfo è locato in un paesaggio naturale composto da uliveti e boschi e posto tra i monti Calvello e Sauco, che separano la valle del Tammaro dalla valle del Lenta.
Diversi ritrovamenti archeologici hanno dimostrato che l’intera zona fu abitata in epoca sannitico-romana.
È intorno al 980 d.C., periodo in cui il territorio era posseduto da Landolfo principe di Benevento, che sorse l’attuale centro abitato e nominato “Pontis Landulphi”.
L’attuale impianto urbanistico si sviluppò intorno ad una maestosa fortezza di epoca normanno-sveva, di cui è ancora visibile l’imponente torre.
All’epoca dei conflitti tra Guelfi e Ghibellini, il borgo si ingrandì notevolmente a causa dei numerosi esuli proveniente da Siena.
Sotto il dominio di Ferdinando II di Borbone ripresero vigore le attività legate alla pastorizia e all’artigianato, e aumentò la produzione dei lavori tessili e dei ricami di cui resta molto celebre il “panno di lana” di Pontelandolfo.
Dopo l’Unità d’Italia, Pontelandolfo ed il vicino comune di Casaduni furono motivati a reprimere il fenomeno del brigantaggio, entrambi ricordati alla storia come l’eccidio del 14 agosto 1861.
Ad oggi, il comune è composto da una popolazione di circa 2000 abitanti.

