Ultimo aggiornamento: 22.10.2018

Alla scoperta di: Airola Dettagli sul comune »

Come arrivare:
Da Nord via Roma: Autostrada A1 uscita Caianello e proseguimento per Benevento poi strada Statale 7 Appia direzione Caserta, dopo l’abitato di Montesarchio uscire ad Airola.
Da Nord via Pescara: Autostrada A14 con uscita a Termoli e proseguimento per Boiano–Benevento poi strada Statale 7 Appia direzione Caserta, dopo l’abitato di Montesarchio uscire ad Airola.
Da Napoli - Caserta: Autostrada A1 con uscita a Caserta Sud–Maddaloni poi strada Statale 7 Appia direzione Benevento, dopo l’abitato di Arpaia uscire ad Airola.
Da Bari: Autostrada A16 con uscita Benevento percorrere tutto il raccordo Autostradale poi strada Statale 7 Appia direzione Caserta, dopo l’abitato di Montesarchio uscire ad Airola.
Da Salerno - Avellino: Autostrada A16 con uscita a Benevento poi strada Statale 7 Appia direzione Caserta. Dopo l’abitato di Montesarchio uscire ad Airola.

Airola e … la chiesa del Vanvitelli
Percorrendo da Benevento la via Appia, in direzione Napoli, dopo aver attraversato l’abitato di Montesarchio, si incontra sulla destra il bivio che conduce ad Airola, ridente cittadina agricola e commerciale, in posizione pianeggiante e dominata dai resti medioevali del castello sulla collina di Monte Oliveto.
La cittadina, localizzata nelle vicinanze dell’antica Caudium delle Forche Caudine, ha una storia più recente che parte da un presidio longobardo dell’VIII secolo, di cui era signore Airoaldo. Divenne poi dominio normanno e di seguito feudo di diverse famiglie: Della Leonessa, Carafa, D’Avalos, Caracciolo e, in ultimo, De Capua.
Per aver partecipato valorosamente alla battaglia di Lepanto, il feudatario Ferrante Caracciolo ne ottenne il titolo di Duca. Nel 1754 Bartolomeo I De Capua, feudatario di Airola, concesse gratuitamente le acque delle sorgenti del Fizzo per alimentare le cascate del parco della Reggia di Caserta. In riconoscenza del magnanimo gesto, il Re Carlo III di Borbone conferì ad Aiola il titolo di “Città”.
Nel 1792, morto Bartolomeo II De Capua senza eredi, il feudo tornò alla corona regia.
Airola, a causa dell’eversione della feudalità, fu aggregata, negli anni successivi al 1806, a Terra di Lavoro, entrando poi a far parte amministrativamente della Provincia di Benevento con l’Unità d’Italia.
Di interesse è la chiesa dell’Annunziata, la cui facciata si attribuisce all’architetto Vanvitelli, realizzata tra il 1778 ed il 1786. La facciata si presenta in tutta la sua armoniosità con pilastri in travertino, disposti su due livelli, con due statue marmoree raffiguranti Fede e Speranza, poste su due pilastri alle estremità della facciata. Imponente e suggestivo è il campanile alto 35 metri, su tre livelli, in stile rococò e con orologio civico.
La chiesa all’interno si presenta a tre navate con stucchi policromi in stile sei-settecentesco, con soffitto a cassettoni databile intorno al 1632. Il coro ed il pulpito ligneo nonché quadri di arte sacra caratterizzano la chiesa con le acquasantiere risalenti al ‘600.
Da vedere inoltre: la chiesa del Carmine; la chiesa S. Gabriele di Monte Oliveto; i ruderi del Castello.

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